Storia Bikini

Fin dall’origine del suo nome (prende il nome da un atollo nelle isole Marshall nel quale venivano condotti esperimenti sulle armi nucleari), il bikini è l’indumento da mare destinato a fare scalpore nel corso della storia e ad incidere profondamente nel mutamento culturale della società nel corso degli anni.

L’origine storica del bikini

Nella storia se ne trovano segni fin dalle civiltà più antiche come quella greca e quella romana, ma la nascita vera e propria è datata 1946 quando, a Parigi,  Louis Réard decide di introdurre questo nuovo modo di affrontare l’estate e le spiagge. Un effetto tanto spiazzante quanto dirompente e provocatore, una vera bomba all’interno della società “bigotta” post seconda guerra mondiale che aveva tanto bisogno di mandare segnali di emancipazione e novità.

A dire il vero l’evoluzione dei costumi da mare trova riscontri anche molto prima ma ancora nella forma di abito da mare e non di indumento pensato solo per coprire le parti intime lasciando scoperto tutto il resto. Attorno agli anni 20 fu la stessa Coco Chanel ad alzare un po’ di più l’asticella proponendo sul mercato pantaloncini sopra al ginocchio e décolleté bene in vista.

Le dive del cinema e il bikini

Ma l’esplosione, quella vera, arriva negli anni ’50 con la dirompente ascesa del pin up style. Esaltare forme e rotondità diventa d’obbligo ed il bikini diviene una vera e propria arma di seduzione che mira in primis a valorizzare la donna in tutta la sua femminilità. Un esplosione di sensualità davanti agli occhi di tutti e non più solo nell’immaginario collettivo.

La icona assoluta di quel tempo divenne Marylin Monroe che sarebbe stata seguita di lì a poco da Brigitte Bardot, Ursula Andress nei panni della Bond Girl, dalla nostra Sofia Loren fino alla più “moderna” Cindy Crawford che negli ’80 sbaragliò le pagine dei giornali con il suo bikini a simboleggiante la bandiera americana.

L’evoluzione del bikini nella storia

Seguiranno dive sempre più avvenenti e dirompenti associate alla figura del bikini ed il famosissimo costume a 2 pezzi subirà mutazioni innumerevoli di concept, tessuti, colori e forme:  diventerà monokini in una definizione impropria dovuta all’esplosione del topless quale ulteriore passo in avanti verso l’emancipazione femminile, si trasformerà in tankini per definire un costume da bagno che consta di un top maggiormente coprente di quello del comune bikini, trikini nella versione abbinata ad un top o un pareo, fino allo string bikini che identifica una versione ancora più ridotta e caratterizzata da soli triangoli di tessuto a coprire le parti intime.

Si passerà attraverso tagli rotondi via via sempre più rettangolari e stretti, dal cotone, al pizzo fino alle fibre sintetiche più leggere e modellabili. Le stringhe diventeranno lacci e le chiusure sempre più variegate e differenziate in una costante ricerca di nuovi concetti in pochi centimetri quadrati. Immutato resterà il fine del bikini: stupire.

In conclusione, quella del costume a due pezzi, l’esplosivo bikini, è una storia destinata a non conoscere fine e possiamo stare pur certi che non smetterà mai di essere indumento di tendenza e sulla bocca (e negli occhi) di tutti!

 

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *