Continua il nostro excursus sull’evoluzione del costume da bagno. Gli anni Quaranta furono, in questo senso, un vero e proprio spartiacque per quanto riguarda la moda mare.
Come abbiamo visto negli articoli precedenti, rispetto ai primi del Novecento, quando il costume da bagno era una tutina con un paio di pantaloni attillati, si iniziò via via ad accorciare e a stringere, a scoprire braccia e polpacci, fino ad arrivare a scollature più profonde sul seno e sulla schiena per arrivare a uno dei modelli che più di tutti ha rivoluzionato il modo di vestirsi in spiaggia: il bikini.

Storia del bikini

Il bikini venne inventato nella seconda metà degli anni Quaranta, più precisamente nell’estate del 1946. L’inventore fu il sarto francese Louis Reard, che grazie a questa intuizione si ritagliò un posto d’onore nella storia della Moda.
Il nome richiamava l’Atollo di Bikini, isoletta sperduta dell’arcipelago Marshall, dove gli Stati Uniti in quegli anni stavano conducendo i primi test nucleari.
In quegli anni i bikini che iniziavano a vedersi nelle piscine pubbliche o, più timidamente, in spiaggia lasciavano scoperta la pancia, ma erano molto coprenti nella parte inferiore. Si può dire che fossero più simili a bikini con culottes che a quelli che conosciamo noi oggi.

Le prime difficoltà

Ma sono ancora lontani i tempi in cui verrà portato in televisione o al cinema e indossato dalle grandi Dive. Le prime reazioni al bikini furono di scalpore e disapprovazione. Negli anni Quaranta infatti era ancora molto vivo il senso del pudore che impediva di mostrarsi troppo scoperti in luoghi pubblici. Ci vollero anni prima che venisse ufficialmente accettato, grazie anche ad attrici e dive, come ad esempio Brigitte Bardot che iniziò a indossarlo sulle spiagge francesi.
Anche per questo motivo nel 1946 fu tremendamente difficile per Reard trovare qualche modella disposta a indossarlo, finché non incontrò Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris. Fu indosso a lei che venne presentato il 5 luglio del 1946 alla piscina Molitor di Parigi. Lo slogan che lo fece diventare famoso fu: “Le bikini, la première bombe anatomique”. Ovvero, “la prima bomba anatomica”. Un chiaro riferimento ai centimetri di pelle ora lasciati liberi dalla stoffa, che scoprivano pancia e ombelico.
Reard, si conquistò così una fama internazionale. Gli ordini esplosero e ricevette numerose lettere di complimenti…soprattutto da uomini! La Bernardini invece ricevette oltre 50 proposte di matrimonio.

E voi, cosa ne pensate di questa moda mare anni Quaranta? Fatecelo sapere nei commenti.

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