Con la storia del costume da bagno siamo arrivati agli anni Cinquanta. Decennio di procaci pin-up e dive inarrivabili come Marylin Monroe.

E proprio lei, Marylin, fu una delle dive che, per prime, promosse il bikini indossandolo in spiaggia e facendosi fotografare.
Ma non solo, il suo fisico sinuoso veniva valorizzato ancora di più dal costume intero, che in questi anni diventa fasciante, senza spalline e con imbottitura.
I due pezzi degli anni Cinquanta invece sono composti soprattutto da un reggiseno e da pantaloncini a vita alta.

Molto del merito della diffusione, in questi anni, del bikini, fu proprio delle pin-up. Ovvero quelle donne, spesso formose e sensuali, che stregarono gli americani con pose provocanti e costumi a vita alta, indossati con tacchi a spillo e scarpe in vernice. Il tutto condito con pose ed espressioni maliziose. La regina delle pin-up, quella più famosa, fu sicuramente Bettie Page. Con i suoi capelli corvini, il rossetto rosso e i bikini a pois fece diventare il due pezzi un vero pezzo cult, immancabile nell’armadio di ogni ragazza.
Nel nostro paese invece fu Sofia Loren a indossarlo e a portarlo alla celebrità.

Ad alimentare sempre di più il mito fu anche il continuo boicottaggio che venne fatto ai danni del nostro costume da bagno preferito. Ad esempio, nel 1951 il bikini venne proibito al concorso di bellezza Miss Mondo, perché ritenuto troppo provocante e sostituito da un unico pezzo coprente, mentre il Vaticano disse che indossarlo era “peccato”.

Durante gli anni Cinquanta i costumi iniziarono anche ad essere realizzati con tessuti diversi, infatti nel 1958 venne introdotta la Lycra, un materiale più comodo che si asciugava in fretta, perfetto per andare in spiaggia.

E voi, cosa ne pensate del bikini?

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